Parco nazionale di Salawin

Parco nazionale di Salawin

Parco nazionale di Salawin

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5V8M+2PM, Mae Sariang, Province de Mae Hong Son 58110, Thaïlande

A ovest di Mae Sariang, il parco nazionale di Salawin protegge 722 km² di foreste, scogliere e villaggi Karen lungo il fiume di confine con il Myanmar.

Il parco nazionale di Salawin si estende su 722 km² nella catena montuosa di Dawna, all'estremo ovest della provincia di Mae Hong Son. Delimitato dal fiume Salawin che segna il confine con il Myanmar, combina foreste sempreverdi, scogliere, burroni e villaggi Karen insediati da più di un secolo. La sede del parco si trova a 6 km a ovest di Mae Sariang.

Perché visitare il parco nazionale di Salawin

Tre elementi distinguono questo parco nel Nord della Thailandia. Innanzitutto, la presenza del fiume Salawin, uno dei più lunghi corsi d'acqua del Sud-Est asiatico, che nasce sull'altopiano tibetano e attraversa la Cina e il Myanmar prima di sfiorare la Thailandia per 120 km. Il parco occupa la sponda orientale, il che rende la navigazione e l'osservazione delle rive quasi inevitabili.

Poi, la ricchezza forestale: Salawin ospita l'albero di teak più alto della Thailandia, oltre a un mix di dipterocarpacee a foglia caduca e foreste sempreverdi, punteggiato in primavera dalle infiorescenze rosa dei ciliegi selvatici.

Infine, la dimensione umana: il parco è da lungo tempo abitato da comunità Karen il cui villaggio di Ta Tar Fan rimane accessibile ai visitatori rispettosi. È una delle rare zone protette thailandesi dove si osserva ancora l'agricoltura di sussistenza e l'habitat tradizionale in bambù.

Storia e stato di protezione

Il sito è stato dichiarato parco nazionale nel 1994, nell'ambito della politica thailandese di protezione delle foreste di confine. Questa protezione non ha tuttavia salvaguardato il massiccio dai traffici: tra il 1996 e il 1998, il 33% degli alberi è stato abbattuto illegittimamente da autorità forestali e militari corrotti, in uno dei più clamorosi scandali ambientali del decennio in Thailandia. Le inchieste che ne sono seguite hanno portato a un rafforzamento dei controlli e a un maggiore coinvolgimento dei villaggi rivieraschi nella sorveglianza, con l'ecoturismo oggi presentato come leva di restaurazione e di redditi locali.

Fauna, flora e paesaggi

Foresta e vegetazione

I pendii alternano dipterocarpacee caducifoglie e foreste sempreverdi. La vetta più alta del parco raggiunge 1.030 m, il che rimane modesto ma è sufficiente a creare microclimi favorevoli a una grande diversità botanica. I ciliegi selvatici fioriscono all'inizio dell'anno e costituiscono un punto di riferimento visivo riconoscibile.

Mammiferi

I grandi mammiferi rimangono rari e discreti. Sono segnalati il serow di Sumatra (capra di montagna), il cervo sambar, il muntjac, oltre a civette, scoiattoli, la lepre birmana e il tupaia. Gli orsi sono segnalati ma difficilmente osservabili.

Uccelli e farfalle

L'osservazione ornitologica costituisce una delle attività principali. Le specie regolarmente segnalate includono la ballerina grigia, il bulbul coda d'oro, il rigogolo orientale, la cucitrice dal collo nero, la ghiandaia bruna e diverse specie di martin pescatori sulle rive.

Per quanto riguarda i lepidotteri, il parco accoglie in particolare:

  • Il mormon comune, farfalla scura con apertura alare di 7-10 cm.

  • L'elena rossa, dal corpo nero macchiato di giallo.

  • Troides helena, una delle grandi farfalle del Sud-Est asiatico.

  • Kallima inachus, capace di imitare una foglia di quercia morta quando le ali sono chiuse.

Cosa vedere e cosa fare

La discesa in barca lunga lungo il fiume rimane l'attività più ricercata. Consente di osservare il confine naturale con il Myanmar, le sponde coltivate e i villaggi di pescatori. Le uscite al mattino presto offrono interessanti condizioni di luce, quando la nebbia ristagna sull'acqua.

Escursioni

Diversi percorsi partono dalla sede del parco. L'escursione al villaggio di Baan Maesamlab rimane accessibile alla maggior parte degli escursionisti, mentre i trekking più impegnativi portano alle creste che culminano intorno a 1.000 m. Contate da mezza giornata a una giornata intera a seconda del percorso scelto.

Incontro con i Karen di Ta Tar Fan

Il villaggio Karen di Ta Tar Fan è insediato lì da più di un secolo. Le sue abitazioni in bambù disposte a nido d'ape, la sua agricoltura di sussistenza, le sue pratiche animiste e sciamaniche e il caffè di betel ancora frequente tra gli anziani ne fanno una testimonianza culturale vivente. La visita avviene con una guida locale e richiede una certa discrezione: non si fotografa senza chiedere, non ci si invita nelle abitazioni.

Informazioni pratiche

Il parco è aperto durante il giorno, generalmente dall'alba al tramonto. L'ingresso è a pagamento con una tariffa moderata (tariffa ridotta per i bambini), da pagare in baht alla reception. Le condizioni e gli importi possono variare: chiedete informazioni al vostro alloggio a Mae Sariang o direttamente alla sede del parco.

Portate acqua, un copricapo, scarpe chiuse e un repellente anti-zanzare. I sentieri possono essere scivolosi dopo la pioggia. Una parte del parco è sensibile (zona di confine): seguite le indicazioni delle guardie e non abbandonate i percorsi segnalati.

Quando andare

La regione conosce un clima tropicale d'altura caratterizzato da tre stagioni: fresca (novembre-febbraio), calda (marzo-maggio) e umida (giugno-ottobre). Il periodo più confortevole per visitare Salawin si estende da novembre a febbraio, con temperature gradevoli, poca pioggia e buona visibilità sul fiume. La stagione umida rende alcuni sentieri impraticabili; la stagione calda porta la foschia secca dovuta agli incendi agricoli, che riduce la visibilità.

Come raggiungerlo

Il parco è raggiungibile da Mae Sariang, che rappresenta il punto di appoggio logico. Da Chiang Mai, contate circa 200 km e 5 ore di autobus per raggiungere Mae Sariang. I songthaews (taxi collettivi) garantiscono una connessione più flessibile ma leggermente più costosa. Mae Sariang non dispone di aeroporto commerciale.

Una volta lì, la sede del parco si trova a 6 km a ovest di Mae Sariang, accessibile in scooter, moto a noleggio o taxi locale. Per le escursioni e la navigazione fluviale, l'organizzazione avviene il più delle volte attraverso guide locali o agenzie di Mae Sariang.

Cosa vedere nei dintorni

  • Mae La Noi: valle rurale a nord di Mae Sariang, nota per i villaggi delle minoranze e le risaie terrazzate.

  • Doi Pha Dam: vetta panoramica che offre punti di vista sul confine birmano.

  • Mae Wang: zona forestale adatta al rafting e alle escursioni in elefante etico.

  • Catena di Dawna: massiccio transfrontaliero di cui Salawin occupa una porzione.

Domande frequenti

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Domande frequenti

Una giornata consente di combinare navigazione sul fiume e una breve escursione. Per includere il villaggio Karen di Ta Tar Fan o un trek più lungo, prevedete due giorni con una notte a Mae Sariang.

Sì, ma parte delle attività (navigazione fluviale, accesso ai villaggi, trekking lunghi) passa attraverso guide locali basate a Mae Sariang. La segnaletica in inglese rimane limitata.

No. Il fiume Salawin segna qui un confine internazionale chiuso al turismo. Le sponde birmane non sono accessibili dal parco.

Da novembre a febbraio, all'inizio della mattina, quando l'attività aviaria è più intensa e la vegetazione rimane densa dopo il monsone.

No, un semplice biglietto d'ingresso pagato alla reception è sufficiente. D'altra parte, alcune zone sensibili vicino al confine richiedono una guida accreditata.

Preparare la visita

Il parco nazionale di Salawin si inserisce naturalmente in un itinerario che combina Chiang Mai, il circuito di Mae Hong Son e le valli Karen del Nord-Ovest thailandese. Per costruire un viaggio su misura che integri questa regione ancora poco frequentata, consultate le nostre idee di viaggio in Thailandia.

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