Le danze tradizionali tailandesi

Le danze tradizionali tailandesi

Le danze tradizionali tailandesi

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La danza tradizionale tailandese racconta la storia, le credenze e l'eleganza del regno. Scopri le sue grandi forme, dal Khon mascherato al Lakhon elegante e teatrale.

19 marzo 2020

La danza è una forma di espressione molto importante in Tailandia. Si pratica da centinaia di anni e ha contribuito notevolmente a plasmare l'identità culturale del paese. Anche se oggi meno sontuosa di quanto fosse nelle corti reali, la danza rimane una parte integrante del patrimonio tailandese. Ti raccontiamo di più sulla storia e sulle diverse forme di danze tradizionali tailandesi

La danza nella cultura tailandese

Pratica ancestrale, la danza tradizionale tailandese nasce più di 500 anni fa all'epoca del potente regno di Siam. All'origine, la danza tailandese si distingueva in due categorie: la danza classica e la folklorica. La prima era destinata alla corte reale e la seconda ai contadini, poiché attraverso quest'arte si raccontava la vita quotidiana dei coltivatori. In ogni caso, le danze tradizionali tailandesi non si praticano in modo casuale. Sono sequenze di movimenti che hanno tutti un significato e una valenza precisa. In totale, si distinguono sei tipi di danza: il khon e il lakhon, i due principali, ma anche il li-khe, il ram wong, la marionetta fantasma e il lakhon lek.

Il Khon

Le danze tradizionali tailandesi

Il Khon è la danza mascherata tradizionale tailandese. Un tempo riservata alla corte reale, il Khon –sebbene si sia diffuso– rimane una delle forme di danza e d'arte più prestigiose del paese. Gli spettacoli organizzati su più scene sono tutti accompagnati da un orchestra di piphat tailandese, da interpreti e narratori. Riservata all'epoca solo agli uomini, la pratica del Khon mette in scena personaggi mascherati con forti simboli culturali come demoni, scimmie, ninfe o ancora divinità. In altre parole, il Khon è una danza tradizionale i cui spettacoli ricordano molto da vicino musical teatrali!

Il Lakhon

Le danze tradizionali tailandesi

A differenza del Khon, la danza Lakhon si pratica principalmente dalle donne. È una danza che richiede l'uso della parte superiore del corpo poiché si pratica soprattutto con le mani, quindi ogni movimento possiede un significato ben preciso. Il risultato è elegante e delicato! Attraverso questa danza tradizionale, storie vengono raccontate e contribuiscono a creare una sorta di rappresentazione teatrale della più pura tradizione folklorica. Senza parlare dei costumi e degli scenari sontuosi creati per ogni spettacolo, che da soli meritano di essere visti almeno una volta durante un viaggio in Tailandia

Le altre danze tradizionali tailandesi

Sebbene il Khon e il Lakhon siano le due principali danze tradizionali tailandesi, scopri anche le caratteristiche delle altre forme di danza che contribuiscono all'identità culturale della Tailandia:

  • Il Ram Wong: in tailandese, queste parole significano 'danzare in cerchio'. Come suggerisce il nome, questa danza folklorica riunisce uomini e donne e li invita a danzare in modo circolare. È una delle danze più apprezzate e più popolari tra i tailandesi.
  • Il Li-khe: è più uno spettacolo umoristico che uno spettacolo di danza. Infatti il Li-khe è rappresentato da danzatori e comici che in costumi elaborati raccontano storie burlesche con insinuazioni spesso sessuali!
  • Le Marionette d'ombra: sebbene se ne trovino sempre meno, le marionette d'ombra (o nang thalung in tailandese) fanno parte delle arti più antiche del paese. Lo spettacolo consiste nel mettere in scena marionette fantastiche dietro un drappo bianco.
  • Il Lakhon Lek: si tratta anche di uno spettacolo di marionette, ma questa volta i burattini non si nascondono e sono accompagnati per tutto il tempo da veri e propri attori che interagiscono con essi!

Florine Dergelet

Florine Dergelet

Redattrice web da più di 10 anni, Florine Dergelet è una viaggiatrice mossa dal desiderio di scoprire il mondo con il cuore aperto. Ogni suo articolo è un invito a rallentare, ascoltare, comprendere. Perché per lei, viaggiare non significa spuntare paesi su una mappa, ma tessere legami (spesso invisibili ma sempre potenti) con luoghi, popoli e ogni sorta di creatura del regno animale. Il suo credo? Consigliare i viaggiatori con etica, sensibilizzarli sul benessere animale, il rispetto delle culture e l'importanza di un turismo umile e sostenibile. Perché i ricordi più belli nascono spesso lontano dai riflettori, nell'ombra di un sentiero, al margine di una conversazione, o nel respiro discreto di un mondo che finalmente prendiamo il tempo di ascoltare…

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